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FINGER WC NET
10-12-2013
5:46 am
FINGER WC NET
Ospite

Come nascono i teoremi della matematica? E le leggi della fisica? E della medicina?

Chi ha insegnato a Mozart a comporre?

E a Bach?

Chi gli ha insegnato la scala minore armonica?

 

C'è un'unica risposta a questi quesiti che hanno un unico comune denominatore…

 

In musica, le regole musicali, sono ideate da chi cerca, servendosi del proprio orecchio e della propria mente, di descrivere un fenomeno naturale…

L'orecchio ascolta, cioè percepisce un fenomeno naturale e lo descrive mediante regole musicali…

VIENE PRIMA L'ORECCHIO… POI VIENE LA TEORIA…

Studiare la teoria scritta da altri aiuta a scoprire nuovi fenomeni naturali…

Quello che bisogna fare quando si studia e' creare un'associazione tra quello che sente l'orecchio e il concetto mentale, cioè la regola o la teoria, insomma bisogna saper riconoscere come cavolo suona un intervallo di quinta ad orecchio…

Non basta sapere dove trovarlo nel manico della chitarra…

Se qualcuno ti suona un intervallo di quinta senza farti vedere la tastiera della chitarra, devi saper dire che è un intervallo di quinta perché nel tuo cervello esiste un'associazione tra il suono dell'intervallo ed il nome che gli si da secondo le regole convenzionali di teoria e armonia musicale…

E' un fatto di associazione mentale, di ear training…

Amici… Sto attingendo da me stesso… Non sto leggendo da nessun libro…

Sto usando il mio orecchio e la mia testa…

Un giorno magari scoprirò che la scala che mi piace tanto suonare ha un determinato nome riconosciuto dal sistema convenzionale…

Gli insegnanti che leggono le insegnano queste cose?

Perché credo che siano da considerare come il lievito per un panettiere, o come la farina e le uova per una casalinga che fa pasta fatta in casa...

 

Ric

10-12-2013
6:14 am
FINGER WC NET
Ospite

Riuscite a immaginare come diventerebbe la vita di un adulto se fin da piccolo giocasse con un piccolo pianoforte o una piccola chitarra e fin da piccolo giocasse con intervalli, semplici progressioni e scale?

Come sarebbe la nostra vita se fin da piccoli facessimo ear training?

Abbiamo bisogno di più genitori che conoscono la musica e che abbiano voglia di spendere un po' di tempo con noi fin da piccoli...

Al primo seminario di Tommy Emmanuel a cui ho partecipato nel Veneto nel lontano 2007, ho alzato la mano e gli ho fatto una domanda in inglese...

Quanta teoria did you learn? Quanta teoria hai studiato?

Lui mi ha risposto battendo il dito ai lati della testa...

Stava indicando il suo orecchio...

GO!!!

10-12-2013
9:50 am
valdex
valdex
Member
Forum Posts: 45
Member Since:
26-08-2012
sp_UserOfflineSmall Offline

Quanta teoria did you learn?Laugh More

Semplicemente non aveva capito la domanda.

10-12-2013
9:53 am
Avatar
FingerCris
Friuli
Member
Forum Posts: 159
Member Since:
07-12-2009
sp_UserOfflineSmall Offline

E' vero che l'orecchio e la tradizione orale della musica sono stati l'unico tipo di diffusione di questa forma d'arte. Esiste da millenni, ma solo nel medioevo furono messe le basi per una notazione (mi limito all'esperienza occidentale) formalizzata e una teoria che meritasse questo nome. Certo insegnare la teoria senza dare la giusta importanza all'orecchio non porta frutto.

Se penso alla mia esperienza personale mi rivedo da piccolo seduto davanti al pianoforte con lo spartito con le prime semplici frasi "questo tasto è il do, questo è il sol, qui devi mettere quel dito, qui l'altro...". Appena ho compreso il suono dei vari tasti ho finito per spendere più tempo a giocare con le note cercando motivi che avevo in testa, che a studiare. Però diventato più grande, quando ho voluto prendere in mano la chitarra di mio zio prima e di mio fratello poi (entrambi hanno lasciato lo strumento molto presto) ho fatto molto a orecchio, ma la teoria che conoscevo avendo preso il diploma di teoria e solfeggio al conservatorio mi fu di grandissimo aiuto per capire quel che stavo facendo e quel che avrei dovuto fare. Solo più tardi... molto più tardi... mi sono dedicato a spartiti, ma senza una base teorica non saprei quel che oggi so di questo meraviglioso strumento.

 

In sintesi: val più la pratica (orecchio) che la grammatica (teoria)... però aiuta.

 

Ciao, Cristiano

Life requires square shoulders, but I'd rather prefer the round ones of a J45

10-12-2013
11:26 am
valdex
valdex
Member
Forum Posts: 45
Member Since:
26-08-2012
sp_UserOfflineSmall Offline

Blues is the preacher but jazz is the teacher.

10-12-2013
12:13 pm
FINGER WC NET
Ospite

valdex said

valdex said
Quanta teoria did you learn?Laugh More

Semplicemente non aveva capito la domanda.

Io credo che tu abbia qualche serio problema di personalità...

Non sto scherzando...

Chi si cela dietro quella stupida immagine del profilo e dietro quell'assurdo nickname?

Ti diverti?

Sai, io non ti trovo divertente...

Io qui parlo sul serio...

Vai pure avanti con il tuo giochino...

10-12-2013
12:15 pm
FINGER WC NET
Ospite

valdex said
Blues is the preacher but jazz is the teacher.

Davvero esaustivo... Complimenti...

Ci stai prendendo per i fondelli o sbaglio...

10-12-2013
12:20 pm
FINGER WC NET
Ospite

FingerCris said
E' vero che l'orecchio e la tradizione orale della musica sono stati l'unico tipo di diffusione di questa forma d'arte. Esiste da millenni, ma solo nel medioevo furono messe le basi per una notazione (mi limito all'esperienza occidentale) formalizzata e una teoria che meritasse questo nome. Certo insegnare la teoria senza dare la giusta importanza all'orecchio non porta frutto.

Se penso alla mia esperienza personale mi rivedo da piccolo seduto davanti al pianoforte con lo spartito con le prime semplici frasi "questo tasto è il do, questo è il sol, qui devi mettere quel dito, qui l'altro...". Appena ho compreso il suono dei vari tasti ho finito per spendere più tempo a giocare con le note cercando motivi che avevo in testa, che a studiare. Però diventato più grande, quando ho voluto prendere in mano la chitarra di mio zio prima e di mio fratello poi (entrambi hanno lasciato lo strumento molto presto) ho fatto molto a orecchio, ma la teoria che conoscevo avendo preso il diploma di teoria e solfeggio al conservatorio mi fu di grandissimo aiuto per capire quel che stavo facendo e quel che avrei dovuto fare. Solo più tardi... molto più tardi... mi sono dedicato a spartiti, ma senza una base teorica non saprei quel che oggi so di questo meraviglioso strumento.

 

In sintesi: val più la pratica (orecchio) che la grammatica (teoria)... però aiuta.

 

Ciao, Cristiano

Cris... mi ha fatto molto piacere scambiare qualche parola con te... Questa esperienza sul forum spero sia servita a chi ha ricevuto i miei consigli e spero di aver dato un valido contributo...

La mia mail ce l'hai... Io qui non posso più scrivere... Ho detto tutto quello che avevo da dire e quindi lascio...

Ho voglia di persone vere, di andare a trovare Daniele a Roma, Reno a Bologna...

E soprattutto ho una gran voglia di ritornare a suonare... Qui perdo un sacco di tempo... Tantissimo...

Scusami...

Fra un paio di anni ritorno a fare visita...

Ora basta...

10-12-2013
12:33 pm
valdex
valdex
Member
Forum Posts: 45
Member Since:
26-08-2012
sp_UserOfflineSmall Offline

La musica è un viaggio. Un viaggio che si intraprende o da molto piccoli o in età avanzata. Come possiamo verificare consultando il nostro Baedecker esistenziale è opportuno dotarsi di un bagaglio conveniente alla durata e alla localizzazione del viaggio. Possono peraltro entrare a far parte del bagaglio oggetti trovati nel suo svolgersi. Souvenir e altro.

Del nostro bagaglio possono far parte oggetti di varia entità e provenienza. La teoria musicale è uno di questi. Come possono esserlo l'esperienza o le ferite di cui la vita ci ha segnato.

In ogni caso esiste un elemento senza il quale la musica, semplicemente, cessa di esistere. Le radici su cui essa si fonda. La tradizione (o, attenzione, la sua negazione). Elemento che lega indifferenziatamente Bach a Big Bill Broonzy, Vivaldi a Bert Jansch, Kurt Weill a Leadbelly...

Vista in quest'ottica la musica è UNA.

Le classifiche non aiutano la comprensione dei fatti. Ognuno porta del suo nel grande calderone dell'universo sonoro. Ognuno interpreta la sua parte. Non nasce un Michael Hedges al giorno così come non si verificano ciclicamente le condizioni per cui un nuovo Michael Hedges nasca. Per dire. Dobbiamo essere grati dl fatto che qualcuno si prenda la briga di imbracciare uno strumento così popolare (non povero, si badi) e così versatile ed abbia successo. Dobbiamo coltivare l'individualità. La chitarra ce lo consente perchè ha le corde vicino al nostro cuore.

Augh

11-12-2013
9:40 pm
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brucelucio
Member
Forum Posts: 122
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25-04-2010
sp_UserOfflineSmall Offline

A parte il fatto che Valdez potrebbe avere ragione: infatti, data la confusione o il rumore circostante, Tommy potrebbe davvero aver fatto cenno di non sentire cio' che gli avevi chiesto, Ric...beh, io ho letto spesso, nelle interviste, che lui non sa niente di teoria, non sa leggere lo spartito, il pentagramma, ma scolta di tutto assorbendo come una spugna, filtrando tutto   atraverso la sua voglia di essere diverso da tutti. In pratica, ha imparato da solo, attraverso la pratica acquisita sul campo. E che campo! A 6 anni andava gia' in giro a fare concertini con toda la famigghia... 

12-12-2013
2:20 pm
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FrancoEsse
Salento
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Forum Posts: 761
Member Since:
22-03-2008
sp_UserOfflineSmall Offline

valdex said
La musica è un viaggio. Un viaggio che si intraprende o da molto piccoli o in età avanzata. Come possiamo verificare consultando il nostro Baedecker esistenziale è opportuno dotarsi di un bagaglio conveniente alla durata e alla localizzazione del viaggio. Possono peraltro entrare a far parte del bagaglio oggetti trovati nel suo svolgersi. Souvenir e altro.

Del nostro bagaglio possono far parte oggetti di varia entità e provenienza. La teoria musicale è uno di questi. Come possono esserlo l'esperienza o le ferite di cui la vita ci ha segnato.

In ogni caso esiste un elemento senza il quale la musica, semplicemente, cessa di esistere. Le radici su cui essa si fonda. La tradizione (o, attenzione, la sua negazione). Elemento che lega indifferenziatamente Bach a Big Bill Broonzy, Vivaldi a Bert Jansch, Kurt Weill a Leadbelly...

Vista in quest'ottica la musica è UNA.

Le classifiche non aiutano la comprensione dei fatti. Ognuno porta del suo nel grande calderone dell'universo sonoro. Ognuno interpreta la sua parte. Non nasce un Michael Hedges al giorno così come non si verificano ciclicamente le condizioni per cui un nuovo Michael Hedges nasca. Per dire. Dobbiamo essere grati dl fatto che qualcuno si prenda la briga di imbracciare uno strumento così popolare (non povero, si badi) e così versatile ed abbia successo. Dobbiamo coltivare l'individualità. La chitarra ce lo consente perchè ha le corde vicino al nostro cuore.

Augh

solo per specificare. La musica di cui parli, Valdex, è la musica còlta occidentale che non è l'unica musica.

Infatti, la musica NON è un linguaggio universale ma un "universalia".

Si deve parlare di musiche del mondo. La musica classica Occidentale, quella Araba e quella Indiana, le musiche di Giava, solo per citare qualche esempio, NON sono la stessa cosa: hanno regole e corpus affatto diversi.

Con la chitarra, per intenderci, non si può suonare un gamelan e nemmeno col pianoforte!

 

Comunque, rimanendo al tuo esempio dici una cosa corretta: la musica di cui si parla è la stessa che genera D'Alessio (qui senza nessun riferimento di "valore", ma solo come esempio di musica "leggera").

 

 

 

 

12-12-2013
3:51 pm
valdex
valdex
Member
Forum Posts: 45
Member Since:
26-08-2012
sp_UserOfflineSmall Offline

Hi, grazie del cortese e colto riscontro FrancoEsse.

Mi hai risposto di cannone a palle incatenate quando io stavo semplicemente schizzando chicchi di riso tramite la cannuccia di una penna Bic. Infatti la musica di cui parlo è quella del giardino elettronico sotto casa. Quella che sgorga fuori dai totem digitali che ci avviluppano l’esistenza. Ho avvitato l’ottica nella baionetta e ci ho sbirciato dentro. Nessuna intenzione di disputare sugli universali. Ci sono altri blog e forum su cui farlo.

Parliamo di chitarra, strumento trasversale, sia nella musica colta che in quella popolare.

Con cui, per dire, si può anche suonare il gamelan

(http://www.youtube.com/watch?annotation_.....qT4PW_SahM)

così come Big Bill ci suonava il pianoforte.

Comunque se ne può parlare.

Volentierissimo.

(Universalia permettendo…)

P.S.

Attenzione a disprezzare la musica leggera… la race music tanto pesante non era…

Cordialmente

Valdex 

12-12-2013
8:06 pm
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FrancoEsse
Salento
Member
Forum Posts: 761
Member Since:
22-03-2008
sp_UserOfflineSmall Offline

valdex said
Hi, grazie del cortese e colto riscontro FrancoEsse.

Mi hai risposto di cannone a palle incatenate quando io stavo semplicemente schizzando chicchi di riso tramite la cannuccia di una penna Bic. Infatti la musica di cui parlo è quella del giardino elettronico sotto casa. Quella che sgorga fuori dai totem digitali che ci avviluppano l’esistenza. Ho avvitato l’ottica nella baionetta e ci ho sbirciato dentro. Nessuna intenzione di disputare sugli universali. Ci sono altri blog e forum su cui farlo.

Parliamo di chitarra, strumento trasversale, sia nella musica colta che in quella popolare.

Con cui, per dire, si può anche suonare il gamelan

(http://www.youtube.com/watch?annotation_.....qT4PW_SahM)

così come Big Bill ci suonava il pianoforte.

Comunque se ne può parlare.

Volentierissimo.

(Universalia permettendo…)

P.S.

Attenzione a disprezzare la musica leggera… la race music tanto pesante non era…

Cordialmente

Valdex 

 

Cominciamo da sotto:

avrai notato questo:  "(qui senza nessun riferimento di "valore", ma solo come esempio di musica "leggera")"

leggera è tra virgolette, tanto per rimanere nelle categorie tassonomiche care a certa critica musicale.

Personalmente ritengo la musica di Gigi D'Alessio piuttosto pesante che non leggera. Laugh

Il Gamelan NON si può fare con la chitarra. Almeno, non con una chitarra "temperata". Il gamelan è "un gruppo di strumenti" diverso e proprio di ogni diverso gamelan. Ma la diversità principale con la scala temperata sta nel fatto che, NEI Gamelan, l'ottava è divisa in intervalli uguali (5 o 7 note, maggiormente). La chitarra del video "imita" il timbro di un possibile strumenti del gamelan, ma non "suona" gamelan.

 

Nessuna disputa con te Valdex.

Anzi!

Il mio intervento è una "aggiunta" a quello che affermavi : 

"La tradizione (o, attenzione, la sua negazione). Elemento che lega indifferenziatamente Bach a Big Bill Broonzy, Vivaldi a Bert Jansch, Kurt Weill a Leadbelly…

Vista in quest'ottica la musica è UNA."

Intervento nel quale è sbagliata la premessa (Bach e Big Bill non condividono nessuna tradizione, ma neanche negano quella dell'uno o dell'altro. appartengono, semplicemente a tradizioni diverse), ma anche la conclusione, per il fatto che è sbagliata la premessa.

Sai che, estremizzando, penso che il blues delle origini e la musica occidentale siano "musiche" del tutto diverse?

Per come la vedo io, ovviamente.

 

Riguardo il luogo per discutere, questo è un forum di musica, un forum di un certo livello e spessore. Se non è questo il posto giusto, allora dov'è?

 

ps se un chicco di riso, magari "originario", sparato con una bic finisce in un occhio di qualcuno....e son dolori, caro ValdexLaugh

Guitarplay

12-12-2013
8:35 pm
valdex
valdex
Member
Forum Posts: 45
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26-08-2012
sp_UserOfflineSmall Offline

Molto interessante Franco Esse.

Perlomeno concordiamo sulla "pesantezza" di D'Alessio. Può essere una base per un punto d'incontro.

Mi pare di intravedere comunque alcune contraddizioni in quello che affermi, ed anche alcune erronee interpretazioni del mio testo. Ci ragiono un attimo e, se non ti annoio ti rispondo.

Per intanto vado a togliermi da un occhio "categorie tassonomiche"...

12-12-2013
8:47 pm
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FrancoEsse
Salento
Member
Forum Posts: 761
Member Since:
22-03-2008
sp_UserOfflineSmall Offline

valdex said

....Per intanto vado a togliermi da un occhio "categorie tassonomiche"...Laugh

 

13-12-2013
12:16 am
FINGER WC NET
Ospite

Noto con piacere che il mio topic ha favorito l'incontro di due menti illustri...

Bravi ragazzi...

Continuate così...

Avete la mia benedizione...

13-12-2013
12:12 pm
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brucelucio
Member
Forum Posts: 122
Member Since:
25-04-2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Invece io non c' ho capito un c....ehm, un organo sessuale maschile (visto che qui non sono ammesse le parolacce...Embarassed

Preferisco imparare e suonare praticamente, senza scervellarmi in considerazioni che di empirico hanno solo ...l' aria...

14-12-2013
1:10 pm
Carpandrea
Amministratore
Forum Posts: 152
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27-11-2006
sp_UserOfflineSmall Offline

Carissimi Ric e brucelucio da una parte, più legati a una musica ad orecchio, e dall'altra valdex, FingerCris e FrancoEsse, rispettosi del ruolo della teoria musicale (o delle teorie musicali),

secondo me lo spazio per una disputa tra le due posizioni non ha molta ragione di esistere. La storia dell'uomo si muove costantemente in un intreccio di pratica e teoria, di elementi naturali ed elementi culturali. E l'arte è fondamentalmente una 'finzione', non un'imitazione della 'natura'.

La cosiddetta 'scala naturale' di sette suoni che sta alla base di molta della musica da cui proveniamo (la musica antica dell'Occidente, la musica araba, la musica indiana…) non divideva l'intervallo di ottava in parti uguali, in dodici semitoni uguali. Conosceva toni piccoli e toni grandi, semitoni piccoli e semitoni grandi…

Nel corso della storia, per esigenze di articolare la musica di gruppo con diversi strumenti e su diverse 'tonalità', si è arrivati a concepire una scala 'temperata', che divide appunto l'ottava in dodici semitoni uguali. Una scala un po' 'stonata' rispetto all'orecchio 'naturale'. La tastiera della chitarra, a meno che non sia 'fretless', è basata su questa scala. E per ottenere note non temperate bisogna 'tirare' le note, eseguire dei bending

La natura si è intrecciata inestricabilmente con la teoria, la pratica con la cultura…

14-12-2013
1:39 pm
Giovanni
Membro
Forum Posts: 3477
Member Since:
21-10-2002
sp_UserOfflineSmall Offline

Francamente, c'ra bisogno di un intervento tipo 'lectio magistralis', e non sono sorpreso che sia stato il tuo, caro Andrea. So bene come la pensi, e sai bene come la penso, ci siamo parlati per migliaia di chilometri, e ci leggiamo da una vita...magari io ho potuto leggere più di te, che tu di me, ma la tua professione è la più indicata per essere letti :-)

Ok, hai colto nel segno. Sai che mi fa impazzire paragonare la teoria musicale alla grammatica  ed alla sintassi linguistica...quando parlo, io non metto l' 'H' sulla 'a' dl verbo avere, non metto 'l'apostrofo  su 'un'altra'. Che la teoria si intersechi con l'uso, credo sia un'affermazione, come tu l'hai sostanziata, di enorme interesse. Ma mai i simboli che rappresentano dei suoni, suoneranno. 

Dovrebbero essere scritti la vita degli alberi da cui è stato fatto il legno, quella del liutaio che ha costruito la chitarra, come il chitarrista pizzica le corde, se con le unghie o no, se agganciando o scivolando sulla corda, le corde, e la circostanza nella quale la musica si ascolta, e forse molto altro. La necessità di trasmettere in modo leggibile tutto questo, peraltro, è finita, con la facile accessibilità di registrazioni affidabili. E allora, di parla di 'regole', non di sostanza musicale...se io non riconosco un La, posso soltanto leggerlo, ma potrebbe essere che la mia chitarra sia accordata un tono sotto, e stia suonando un Sol...voglio dire, quando un ragazzo mi chiede come accordare una chitarra, gli rispondo...è come una canzone con quelle note, imparatela e ricordata bene, sono soltanto sei suoni :D

 

"It's only my opinion, but it should be yours too" (Chet Atkins)

14-12-2013
1:44 pm
FINGER WC NET
Ospite

Giovanni Pelosi e Andrea Carpi...

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