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FINGER WC NET
13-10-2013
5:46 pm
FINGER WC NET
Ospite

Imparare a suonare la chitarra non è una cosa impossibile... Mi sto rendendo conto che il problema e' soprattutto culturale... Ci sono molti bravi chitarristi nel panorama italiano ma nemmeno quei chitarristi che sono soliti pubblicare manuali sono in grado di trasmettere un metodo efficace con cui approcciare lo studio e la composizione sulla chitarra...

I manuali attualmente in commercio sono molto validi ma credo ci vorrebbe un manuale più discorsivo, più diretto ed umano da leggere prima di ogni altro.

Forse lo scriverò io, non so, in ogni caso vorrei che dicesse alcune delle cose che sto per dire...

Imparare a suonare la chitarra e' un po' come viaggiare ed esplorare il globo. Nasciamo e cresciamo nel nostro paese di origine e questo si potrebbe paragonare a suonare tutti gli accordi in prima posizione...

Da adulti, sperimentiamo il desiderio di esplorare nuovi paesi e nuove regioni della Terra e nella chitarra questo equivale ad esplorare tutto il manico fino al dodicesimo tasto. Rimaniamo in accordatura standard per non complicare le cose. Al massimo possiamo optare per un drop D ma non di più...

Un'altra cosa molto importante e' studiare i brani dei grandi compositori... Ma non si può prendere in mano uno spartito senza contemporaneamente chiedersi su quali accordi stiamo suonando...

Infine, bisogna evitare di imparare gli accordi a memoria guardando le foto di un manuale... Bisogna imparare a costruirseli e a trasportarli in tutto il manico...

Questi sono solo alcuni stimoli che ho voluto dare specialmente a chi sta cominciando a studiare la chitarra...

In molti anni ho sempre fatto una gran confusione e spesso mi sono perso nel manico e non sono mai riuscito a mettere a punto un mio metodo...

Ora l'immagine del puzzle si sta facendo sempre più chiara e avrei voluto che a suo tempo qualcuno mi avesse detto queste cose e mi avesse aiutato a non sprecare così tanto tempo...

Pazienza...

Spero che a qualcuno serva...

14-10-2013
8:29 am
giorgio signorile
Member
Forum Posts: 14
Member Since:
24-06-2013
sp_UserOfflineSmall Offline

Ciao

un metodo come quello che vorresti c'è già, e non è di carta. E' un insegnante "di carne", che ti segue, ti osserva, ti corregge e ti sprona. Gli altri metodi, quelli di carta, non servono a nulla credimi, o meglio vanno usati con attenzione e solo come supporto al lavoro diretto e frontale con l'insegnante. Insegnare è una cosa impegnativa ma anche accettare gli insegnamenti (il ruolo dell'alunno) è impegnativo: ci va fiducia reciproca e conoscenza del percorso che si vuole fare insieme. Per questo motivo ad ogni inizio anno "perdo" una lezione per spiegare ai ragazzi la strada che ci aspetta e li esorto a rompere, chiedere sempre qualora non abbiano chiaro il senso di una lezione. Detto ciò so bene che soprattutto nel campo della chitarra acustica ci sono più metodi per imparare autonomamente, è un genere di musica più frequentato dagli amatori di ogni età e i metodi sono davvero moltissimi a quanto vedo. Anche lì ci sarà roba buona e altra di poco valore: credo che in ogni genere si debba valutare l'attenzione del compilatore nello scrivere un lavoro "in cammino" che offra spunti tecnico/meccanici adeguati ai vari livelli parallelamente a cose più divertenti, di repertorio, per mettere in pratica il lavoro tecnico studiato. Quando scrivi "bisogna evitare di imparare gli accordi a memoria guardando le foto di un manuale… Bisogna imparare a costruirseli e a trasportarli in tutto il manico…" scrivi bene: in senso più generale esprimi il desiderio di imparare a fare delle cose anzichè trovartele fatte, ed è proprio questo il lavoro dell'insegnante, darti i mezzi giusti per affrontare da solo un brano. Ti faccio un esempio: da quest'anno insegno al Liceo musicale della mia città e il collega che ha "ereditato" i miei ragazzi delle medie a indirizzo musicale si è positivamente stupito del fatto che in prima sapessero accordare ad orecchio,a corde vuote...ma per me è la prima cosa, come potrebbero studiare a casa con una chitarra stonata? Quindi ricerca dell'autonomia come aspetto importante dell'insegnamento.

Parli di "studiare i grandi compositori". Ottimo, non so bene nel campo acustico se si possa fare un discorsi simile, credo forse, ma in campo classico, il mio, si parte dal loro lavoro per attualizzare il loro pensiero e i loro spunti tecnici: si usano ad es studi dell'800, si studiano movimenti di arpeggi nati da Giuliani 250 anni fa e si applicano su musica di oggi, si conosce il repertorio antico e le sue prassi esecutive, ci si crea un repertorio che ci consenta, una volta raggiunta la famosa autonomia e coscienza critica di se stessi, di scegliere cosa andare ad approfondire. Ma sempre, è meglio, grazie alla collaborazione di un serio insegnante che sappia aiutarti in queste scelte con competenza e autorevolezza. Sulla lavagna della mia aula ad ogni inizio lezione (perchè i bidelli cancellano a fine giornata) scrivo "Conosci te stesso" (Talete....freak anni 60....): per me significa abbi cura di te, capisci cosa migliorare oggi e affidati a chi può aiutarti a farlo - eh eh un'esortazione per gli alunni diciamo -.

Ecco un "metodo" è qualcosa che ti aiuta in questo ed è proprio per questo motivo che alla fine non può esistere, ma mi auguro che tu lo possa trovare in una persona vera. ciao!

16-10-2013
11:48 pm
FINGER WC NET
Ospite

Grazie Giorgio, che bello leggerti!

Una precisazione, forse non mi hai seguito in altri post...

Un insegnante ce l'ho ma da Imola devo andare in treno fino a Roma...

Si tratta di Daniele Bazzani...

Per quanto riguarda i metodi, mi piace acquistarli e averli sullo scaffale e scelgo sempre quelli con cd o dvd allegato...

In ogni caso, se non mi avranno insegnato a suonare la chitarra, almeno AVRANNO FAVORITO LA MIA REGOLARITÀ INTESTINALE IN QUANTO AMO LEGGERLI SEDUTO SULLA TAZZA MENTRE CERCO DI DEFECARE...

Buona questa eh?

Un abbraccio, Richi

18-10-2013
10:03 pm
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brucelucio
Member
Forum Posts: 122
Member Since:
25-04-2010
sp_UserOfflineSmall Offline

L' insegnante e' solo un lavoro che serve per "riempirsi la pancia". Impara dalla strada: quello e' l' unico metodo per imparare. Guarda Jimi Hendrix, guarda Tommy Emmanuel, Mark Knopfler, guarda tutti i grandi chitarristi degli anni' 60 e ' 70 (i migliori di sempre, i migliori in assoluto)  rock o rock-blues, o hard rock...beh, hanno tutti imparato on the road, scoprendo i segreti della chitarra gradualmente, rapportandosi con lo strumento e con i frequenti compagni di viaggio. O in solitudine.

Anche i grandi bluesman che ami tanto hanno imparato dalla strada, dopo aver ricevutole prime dritte.

 Il maestro non serve. Guarda tutti i chitarristi famosi usciti dalla Berkley e da qualsiasi scuola: sono tutti dei mitragliatori di note che colpiscono tutto tranne il cuore.

Impara i rudimenti dal cosiddetto maestro e poi lanciati a briglia sciolta  secondo una strada che solo tu puoi scegliere di percorrere, senza alcun condizionamento. Inoltre il maestro e' colui che ti insegna gratis, ma solo a te..e non a una caterva di persone tutte uguali.

Se parliamo di scuola, di accademia, quello, forse, e' un altro discorso. Ma se vuoi imparare davvero, beh, "un' ora dal maestro" e' piu' che sufficiente. Il resto dovrai farlo tu, per la vita. Dovrai essere tu il tuo Crocevia. Li' non c e ' il Diavolo, al Crossroad...ci sei solo tu che incontri te stesso.

 

19-10-2013
2:15 am
FINGER WC NET
Ospite

Luciano, quello che dici mi sembra di averlo pensato io...

Mi ricorderò di te...

Riccardo

19-10-2013
9:47 am
giorgio signorile
Member
Forum Posts: 14
Member Since:
24-06-2013
sp_UserOfflineSmall Offline

L' insegnante e' solo un lavoro che serve per "riempirsi la pancia".... Impara dalla strada: quello e' l' unico metodo per imparare....Il maestro non serve. Guarda tutti i chitarristi famosi usciti dalla Berkley e da qualsiasi scuola: sono tutti dei mitragliatori di note che colpiscono tutto tranne il cuore....Inoltre il maestro e' colui che ti insegna gratis, ma solo a te..e non a una caterva di persone tutte uguali. Se parliamo di scuola, di accademia, quello, forse, e' un altro discorso. Ma se vuoi imparare davvero, beh, "un' ora dal maestro" e' piu' che sufficiente. 

Mazza che bottaBig eyes

Troppi luoghi comuni caro Luciano, che partono dal presupposto errato che l'insegnante sia uno che ti offre la strada pronta e tu debba solo mettere i piedi dove li ha messi lui e tutta una serie di altre persone come te. In realtà è tutt'altra roba: l'insegnante serve a farti rendere conto di te stesso in relazione allo strumento e alla sua tecnica, al repertorio...serve a offrirti spunti critici che saprai elaborare in futuro e a renderti autonomo nell'affrontare un brano o una scelta di brani più corposa in funzione alle tue capacità, acquisite e non sognate. E in quanto al farlo gratis, bè, prova a comprare un chilo di pane e uscire dicendo grazie, ora chiudi il negozio perchè il tuo pane lo regali solo a me! Insegnare è un lavoro, un bel lavoro, a volte c'è più poesia, a volte meno, dipende anche dagli alunni mica solo dal docente, ma, ripeto, è un lavoro e come tale va ben retribuito e considerato. Le mitraglie, e nel campo della classica, il mio genere è pieno, sarebbero state mitraglie probabilmente con qualsiasi insegnante, ce l'hanno nel dna, non è un problema di chi frequenta le scuole. E' vera una cosa in ciò che scrivi: ad un insegnante serio e autorevole basta un'ora (la settimana ovviamente) per darti spunti di lavoro per sette giorni, non c'è bisogno di viverci insieme: ma non sottovalutare mai l'aspetto tecnico/meccanico: è ciò che ti permette poi di volare, mentalmente e anche fisicamente sulla tastiera, altrimenti i pezzi, quelli belli e desiderati, resteranno solo dei sogni.

Con simpatia ciao!

19-10-2013
12:36 pm
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brucelucio
Member
Forum Posts: 122
Member Since:
25-04-2010
sp_UserOfflineSmall Offline

beh, caro giorgio, la vita E' un luogo comune!

Quando parlo di chitarristi, intendo un mondo a 360 gradi. Nello specifico mi riferivo ai grandi degli anni 60 e 70, in campo Rock -blues et similia. non parlavo cmq di concertisti o di novelli Segovia. Parlo di persone come me: che di classico massimo amano fare Giochi Proibiti o Per Elisa e che amano il rag-time ed il basso alternato di Chet O Tommy e soprattutto il chicken di Mark Knopfler o il flatpicking americano o che so, il jazz amatotiale.

A me per es. sono stati sufficienti le lezioni nella scuola media, nell' ora di musica. l resto che mi interessava l' ho appreso dai libri, dalle riviste e dai dischi e da tante ore, giorni, mesi  ed anni di allenamento (metodico e non).

La scuola serve solo per il classico pezzo di carta. Beh...hai detto niente! Ahahah!

Bacioni!

19-10-2013
4:45 pm
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brucelucio
Member
Forum Posts: 122
Member Since:
25-04-2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Luciano, quello che dici mi sembra di averlo pensato io... Mi ricorderò di te... Riccardo

 

Ahahah! Ma...in che senso? E' una minaccia?!? Smile

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