Beh, il CD stampato ancora non ce l'ho, nonostante questo è un mese che nello stereo dell'auto ascolto solo questo.
Daniele ha fatto centro di nuovo, e questo è un altro gran bel disco.
Con Daniele sono stato piuttosto stronzino, gli ho fatto le pulci in mille modi, ma con lui, secondo me, posso farlo, perchè come suo ormai art director stabile, ho delle enormi aspettative. Un po' come il suo pubblico, che è abituato benissimo e che non rimarrà certo deluso.
(è solo che Dan può fare ancora meglio!)
Che si tratti di suonare alla Jerry, alla Chet (da solo o con quel partner d'eccezione che è Todd Hallawell), o la classica, o "alla Daniele" (che è ciò che preferisco), lui è all'altezza. Per me i più bei brani sono quelli che non hanno un preciso genere di riferimento e che mi sembrano più suoi, come ad esempio "budapest".
Ma, di quelli dedicati, "So Long Jerry" è quello che preferisco, Daniele ha capito Jerry Reed meglio di tanti dichiarati epigoni.
Dicevo, le mie aspettative su Daniele Bazzani sono elevate, e questo disco rappresenta una evoluzione, un po' logica e un po' imprevedibile, di ciò che conoscevamo, qui mi riferisco ai due brani, "Roma…" e "Reginella" suonati con tecnica e spirito classico.
Un disco di chitarra dove c'è prima di tutto la musica, con una tecnica invidiabile al servizio della espressività, ed un gran suono, che sia nella testa, nelle mani, nella chitarra o nel fonico, c'è un suono notevolissimo.
Il disco è anche una vera e propria panoramica di stili, che rappresentano uno dei chitarristi più eclettici che conosca.
Lo dovreste comprare