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Neil Young - massey hall 1971
21-01-2011
4:29 pm
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ric velluto
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17-09-2003
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So poche cose. Ma una la so. So che se il destino mi darà in sorte di accorgermi quando la mia ora starà per giungere ci saranno alcune domande a cui non potrò sottrarmi, qualche appunto da ricordare bene qualora qualcuno mi chiedesse, una volta di là chi ero stato quando ero di qua.

Di sicuro staranno in cima alla lista cose come “sei stato un buon padre?” o roba così… non ci sono dubbi, quella sarà la prima. Ma altrettanto indubbiamente tra le prime dieci ci sarà anche questa: “chi era il tuo preferito?”. In fatto di musica intendo.

Altrimenti qualcuno mi dirà “ah, eri uno che amava le canzoni e la musica… ah strimpellavi pure… e chi era il tuo preferito?” cazzarola, mica potrò restare lì sorpreso e non avere una risposta.

Beh, al giro di boa dei quarant’anni, dopo essermi innamorato di cento generi musicali, di mille artisti, di un fantastiliardo di canzoni mi accorgo che c’è uno che, comunque è sempre stato lì. In modo più o meno discreto, ma è sempre stato lì fin da quando avevo 16 o 17 anni ed un amico mi prestò "come a "Time". Uno di cui bisognava ascoltare qualcosa ogni tanto anche quando uno si interessa di jazz, da avere a portata al ritorno da un concerto di classica, da mettere dopo essere rientrato da un musical, da riscoprire dopo un disco hard rock ecc. ecc. lui era lì, magari ascoltava mentre spiegavo in qualche conversazione perchè il più grande era tal dei tali o ta altro, e sorrideva. sapeva di essere lui e mi lasciava fare. sapeva che prima o poi sarebbe stato chiaro.

È Neil Young e quella sarà la mia risposta.

“ah, eri uno che amava le canzoni e la musica… ah strimpellavi pure… e chi era il tuo preferito?”, sorriderò ed avrò un attimo di riflessione, ma si capirà che è un piccolo gesto di teatro, che la risposta la so già. “Neil Young” dirò con un fare che sottintende un “evidentemente”.

Mi pare che funzioni.

 

Sto ascoltando “live at massey hall 1971”, un disco live registrato appunto nel 1971 e ritirato fuori dagli archivi e pubblicato tre anni fa. Ce ne sono buone tracce su youtube, perciò non starò a cercare di farvi intendere che tipo di clima e di canzoni ecc. con un click potete saggiarne un paio di tracce. E qui sul forum l’aveva già recensito Jimroy (spero mi perdonerà il doppione)

Col disco c’è anche il dvd del concerto.

 

C’è solo lui. Prende la chitarra, fa una battuta che io non capisco ma il pubblico sì, e sullo sfondo della risata del pubblico attacca i suoi brani.

Passa al pianoforte e fa altrettanto.

Non che ci sia una battuta ad ogni brano, ma è piuttosto propenso a parlare, anche per riempire il cambio strumenti, forse.

 C’è solo lui e non saprei come dire quello che fa senza scomodare le retoriche della “atmosfera”… quella lì non è una atmosfera, è una dimensione dell’esistenza. È come stanno le cose mentre neil young suona e canta i suoi capolavori. A volte semplici eppure inimitabili. C’è solo lui.

 

Arriva l’intro di “the needle and the damage done” che è uno dei motivi per cui decisi di suonare la chitarra tanti anni fa. C’è old man appena scritta e ancora non comparsa su disco, come gli altri che di lì a poco sarebbero finiti su harvest.

 

C’è più di un’ora di questo cocktail:

  • Neil Young concentrato e ispirato
  • Le sue canzoni
  • Le sue martin
  • Il piano
  • Un pubblico caldo e partecipe
  • una qualità audio che non ti aspetti da una registrazione del 71 che non doveva arrivare alla pubblicazione

 

Cosa volete che dica uno che non è giornalista e vorrebbe offrirvi una recensione di questo gioiello? Posso dire al massimo, che la domanda su chi era il preferito ed il disco da portare è risolta… questioni sull’ essere un buon padre o sul senso della vita arriveranno. Il più è fatto.

Attenzione: L'autore del presente messaggio non si ritiene responsabile di quanto dice, in genere nemmeno lo capisce e a volte non condivide la propria opinione

21-01-2011
4:40 pm
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ric velluto
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17-09-2003
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Attenzione: L'autore del presente messaggio non si ritiene responsabile di quanto dice, in genere nemmeno lo capisce e a volte non condivide la propria opinione

21-01-2011
6:02 pm
fulvio
Riserva Navajo
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Molto molto bello. Non sono esterrefatto solo perche' sapevo gia' che eri in grado di scrivere cosi'.

Non sei mai solo se ti piace la Telecaster

21-01-2011
6:08 pm
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MassimoValli
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23-10-2002
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Bellissimo intervento sig. velluto...mi è proprio piaciuto molto Clap

21-01-2011
6:12 pm
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MassimoValli
Mestre
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23-10-2002
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Ah beh, anche il disco non è male..

la cosa che mi crea più problemi è: cosa sta tra le canzoni e il suonarle che crea un'atmosfera di quel tipo?

la mano del chitarrista?

la voce?

l'immaginario?

21-01-2011
6:20 pm
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alex di reto
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21-10-2002
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ti capisco ric,

x me Neil Young è stato il primo musicista del quale ho visto l'anima. Le sue canzoni erano i suoi urli, disperati, melanconici, di un'anima lacerata dalle difficoltà dell'esistenza.

Ho condiviso a lungo le sue idee e la sua musica ha profondamente penetrato il mio cuore. Il perfetto connubio tra voce, strumento e messaggio, per fare una buona canzone bastano infatti una chitarra, tre accordi e ... la verità ;))

19 anni fa riuscii a vederlo al Chicago Theatre (due ore passate al freddo sulla State alla ricerca di un biglietto tra la gente che arrivava x il concerto che era sold out). Sul palco un pianoforte, arriva da solo, e si siede circondato da una dozzina di chitarre.

La gente è in rispettoso silenzio, seduto accanto a me c'era un ragazzino di 13 anni. Gli chiedo, "ma come caxxo fai a conoscere Neil Young?" Mi risponde, "Scherzi? E' il mio idolo" !!!

Inizia a suonare e capisci che la differenza la fa la personalità, il carisma, la genialità naturale. Cose che nè si studiano nè s'imparano, o ce l'hai o non ce l'hai.

Cambia chitarra quasi x ogni brano, ed è come se ad ognuna ne appartenesse uno specificatamente. Si muove lentamente, pochissime parole tra i brani, è come se bisbigliasse a se stesso. è in pieno "stream of consciousness" (... I'm deep inside myself ...)

Si risveglia e, rivolto al pubblico, dice provocatoriamente, "Do you have any requests?" !! cavolo, viene giù il teatro!!

Sorride dicendo, "Yeah, yeah ..." come x dire, "visto, non posso accettare richieste, sarebbero troppe!!"

Forse un giorno lo chiederò a mio figlio se sono stato un buon padre, e spero di ricevere una risposta che mi porterò dentro come il ricordo di questo concerto.

 

ciao, alex

Ciao, Alex



… I need some ice cubes in my shaker, sweet liquor to soothe my soul …

21-01-2011
9:59 pm
Albert
Venezia
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Favoloso.

Neil è così perché non è il clone di nessuno, è un originale in tutti i sensi.

La sua tecnica chitarristica particolare, gli permette queste ritmiche "palm mute" che mi hanno sempre affascinato e hanno certamente segnato il mio "rapporto" col plettro.

Grazie per il post.

21-01-2011
11:19 pm
Federico Danna
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23-10-2007
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Ho quasi 55 anni.

Nel lontano 1972, studente al liceo classico, un compagno di classe mi consigliò di comprare "Harvest".

Lo comprai e poi comprai "Deja vu" e poi comprai..........da alloro tutto il possibile di Neil Young.

2 anni fa andai a Milano, al teatro "degli Arcimboldi" a sentire un suo concerto, per me il suo primo.

Non ho mai pianto ad un concerto, ma quando attaccò "Ambulance blues" restai davvero a bocca aperta e dopo qualche strofa, la commozione ebbe il sopravvento.

22-01-2011
12:08 am
Giovanni
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21-10-2002
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Neil Young è un titano. Ci ho messo un po' per capirlo, negli impasti vocali con Crosby, Stills & Nash la sua voce mi pareva, come dire, relativamente scarsa. Mi pento e mi dolgo, come quando ero bambino, con tutto il cuore.

Dicevo, lui è un titano; ma chi ha scritto questo post, e lo sapevamo, non è un nanetto di Biancaneve.

Perchè il prode ci ha schiaffato dentro la vita, la morte, l'oltre la vita, il suo bilancio.

E fa l'ipotesi, che per quanto ne so, è originale più dello stesso peccato: che di là ci siano delle persone che ci vogliono conoscere, non qualcuno che sa tutto, ma qualcuno che si fiderà del nostro giudizio su noi stessi.

Mi iscrivo alla setta, mi offre un destino migliore... grazie Ric!ClapClapClap

"It's only my opinion, but it should be yours too" (Chet Atkins)

22-01-2011
12:11 am
Roberto De Luca
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21-10-2002
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Che ti dicevo, Ric? Non aggiungo altro...Wink

http://www.myspace.com/robertodeluca

"Let the music keep our spirits high!"

22-01-2011
12:30 am
flaviop
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08-10-2006
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Cosa dire è come dice Giovanni un Titano ha un'elettrica "che non dovrebbe esistere" ma suona con la stessa voce del padrone e questo gia mi basta

sem al mund en du e vun me sta sui bal

http://www.facebook.com/media/.....038;type=3

22-01-2011
1:37 pm
hobo68
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01-06-2010
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In quegl'anni chiunque prendesse in mano un'acustica e volesse fare le cose sul serio cercava di suonare come lui. Le prime canzoni che ho imparato sono state le sue... il primo brano che ho suonato senza fare strumming è stato the neddle and the damage done.....   Cerco di evitarne l'ascolto altrimenti come ho fatto adesso vedendo il video mi viene il magone pensando agli anni della mia gioventù!

23-01-2011
3:58 pm
fabfor
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Forum Posts: 186
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06-10-2010
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.. con Harvest e Long may you run ci ho rimediato moglie!!! Grazie Neil WorshipWorship

24-01-2011
9:08 am
nonny guitar
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13-04-2003
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Ho amato l'acustica proprio ascoltando Harvest e 4WayStreet, le prime tab che ho imparato sono state quelle di CSN&Y scritte da Andrea per il Ciao2001.

NY è un pezzo della mia vita.

Grazie Ric per aver risvegliato i ricordi con le tue, le mie, emozioni.

"I don't want to know about evil, I only want to know about love…" John Martyn

24-01-2011
9:28 am
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FingerCris
Friuli
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07-12-2009
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Io pure ho passato la boa dei 40, ma Neil Young l'ho conosciuto appena un paio d'anni fa. Prima era solo un nome. Sono partito da "Harvest", poi sono passato per "Rust never sleeps" e poi ancora per "After the gold rush". Sono ancora alla scoperta del personaggio, ma posso dire che l'unica canzone che ho voluto imparare in vita mia a cantare in lingua straniera è sua: "Don't let it bring you down".

Io suono quasi esclusivamente in fingerpicking, ma per le canzoni di Young faccio una graditissima eccezione. Quella del video è un'altra canzone che imparerò presto. E lo faccio per il mio piacere presonale, perchè non ho più l'età per suonare tra amici.

Visto questo thread il prossimo sarà questo live.

 

Ciao, Cristiano

Life requires square shoulders, but I'd rather prefer the round ones of a J45

24-01-2011
9:35 am
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ric velluto
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17-09-2003
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grazie a tutti gli amici che hanno apprezzato (LOL giovanni, non intendevo fondare una mia teologia, mi accontentavo di suggerire l'ascolto di questo disco... eh eh)

Attenzione: L'autore del presente messaggio non si ritiene responsabile di quanto dice, in genere nemmeno lo capisce e a volte non condivide la propria opinione

24-01-2011
9:48 am
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ric velluto
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17-09-2003
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Comunque sia, DAL VANGELO SECONDO NEIL....

 

LOTTA LOVE

 

It’s gonna take a lotta love to change the way things are.
It’s gonna take a lotta love Oro we won’t get too far.

So if you look in my direction and we don’t see eye to eye,
My heart needs protection and so do i.

It’s gonna take a lotta love to get us thru the night.
It’s gonna take a lotta love to make things work out right.

So if you are out there waitin’ I hope you show up soon,
’cause my heart needs relatin’ not solitude.

Gotta lotta love
Gotta lotta love.

It’s gonna take a lotta love to change the way things are.
It’s gonna take a lotta love or we won’t get too far.

 

abbozzo una traduzione per quelli che come me sono impacciati con l'inglese (beh, in fatto di esegesi biblica, sempre meglio dell'aramaico...)

 

Ci vorrà molto amore per cambiare il modo in cui stanno le cose

Ci vorrà molto amore, o non andremo molto lontani

 

Così, se guardi verso di me e non ci guardiamo negli occhi

Il mio cuore ha bisogno di protezione, e anch'io

 

Ci vorrà molto amore per arrivare oltre la notte

Ci vorrà molto amore per far funzionare bene le cose

 

Così, se sei qui furoi ad aspettare spero che ti  farai vedere presto

Perchè il mio cuore ha bisogno di rapporti, non di solitudine

 

Ci vorrà molto amore

Ci vorrà molto amore

 

Ci vorrà molto amore per cambiare il modo in cui stanno le cose

Ci vorrà molto amore, o non andremo molto lontani

Attenzione: L'autore del presente messaggio non si ritiene responsabile di quanto dice, in genere nemmeno lo capisce e a volte non condivide la propria opinione

24-01-2011
9:51 am
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ric velluto
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24-01-2011
9:57 am
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ric velluto
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Qui nella versione di nicolette larson (che lavorò anche sui dischi di neil come seconda voce)

Attenzione: L'autore del presente messaggio non si ritiene responsabile di quanto dice, in genere nemmeno lo capisce e a volte non condivide la propria opinione

24-01-2011
2:28 pm
Giovanni
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Naaah, il disco è stupendo, ma ormai sei il ProfetaWink.

"It's only my opinion, but it should be yours too" (Chet Atkins)

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