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TO WATCH THE STORMS
06-06-2008
12:03 pm
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terra acustica
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Forum Posts: 583
Member Since:
28-12-2006
sp_UserOfflineSmall Offline

L'album "To Watch the Storms" di Steve Hackett si inserisce a pieno
titolo nella corrente ispirativa dei suoi primi progetti solisti come
"Voyage of an Alcolyte", "Please don't touch" "Spectral mornings" e
"Defector".

Chi è abituato alla sua personale vena compositiva, non può
fare a meno di riconoscere quanto egli abbia contribuito a creare il
vero suono Genesis degli anni '70 prima e dopo Peter Gabriel.
Anche in
questo album perciò troviamo un artista in piena forma progressive.
 Dopo 30
anni Steve Hackett fa ancora sognare e ci riporta nel mondo degli
spaventi infantili, nella sperimentazione sonora e melodica, nelle
atmosfere impressionistiche, neoclassiche ma ancora attuali, perche ci
trasportano in un mondo senza tempo.

Le sonorità  elettroniche si sposano
alla vena classica e alle aperture di rock sinfonico a cui ci aveva
abituato anni or sono.

"Stutton ground" ci introduce nella favola con
una ballata che può essere solo di Hackett,ma ascoltate anche l'uso
degli effetti sintetici.

"Circus of Becoming" sposa una melodia retrò
ad aperture corali e strumentali che ci hanno fatto amare questo
artista per anni.

"The Devil is an Englishman" è un esperimento un po'
gotico che non manca mai in ogni episodio del nostro; forse l'uso della
voce teatrale ci ricorda i primi tentativi di Gabriel di
teatralizzazione della voce.
 
"Frozen Statues" è un momento da night
club futuristico musicale che ci ricorda un po'i lavori di David
Sylvian, ma anche per questo è un interessante e suggestiva incursione
in un altro mondo del post domani.

"Mechanical Bride" ci fa presente la
vena hard progressive di Hackett ma anche le sue incursioni nel mondo
free jazz dei King Crimson, una piccola suite che è un vero gioiello di
sperimentazione.

"Wind, sand and stars" è, come ci ricordiamo nelle sue
opere migliori passate, la quiete dopo la tempesta. Intro di classica e
un brano che evolve in una tenera atmosfera romantico naturalistica.

"Brand new" ci fa ricordare come in certi passaggi armonici gli Yes,
Genesis e King Crimson degli anni migliori avrebbero potuto
confondersi, mentre la sperimentazione sintetizza il tutto e ci
restituisce il mondo caratteristico di Steve Hackett.

"This world" è un
brano rilassato che continua dolcemente il fluire del disco.

"Rebecca",
altra perla dell'album. Ballata epica che nasce in sordina: arpeggio
iniziale, cori genesisiani, un crescendo nell'uso di strumenti
acustici,incisi heavy e sintetici che si sposano perfettamente.

"Silk
world
" è un'incursione trasversale nel mondo orientale, litanico e
meditativo a cui il ns, aveva altre volte cercato di trasportarci, ma le
sonorità  sono modernissime. Siamo sempre in una fiaba fantascientifica.

"Come away" è un degno finale, una ballad folk surreale con armonica e
flautini e doppia voce di Steve, che chiude un lavoro musicale
sicuramente passato indifferentemente nel virtuale terzo millennio.
Ma che ci
restituisce un artista in piena forma, con un'identità  riscoperta,  ponte di un genere musicale in equilibrio tra passato e presente
... per un'epoca musicale che non vuole tramontare e
cerca nuovi percorsi da esplorare.

11-08-2008
10:02 pm
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terra acustica
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Forum Posts: 583
Member Since:
28-12-2006
sp_UserOfflineSmall Offline

a sempre per gli appassionati del ns. , mi sono ascoltato un suo lavoro dal vivo Once Above the Time 2004. E' impeccabile: una carrellata di vecchio e nuovo repertorio compresi pezzi dall'annata genesis,  imperdibile.  Ma, come potrete immaginare. Sono absolutely parziale...

insomma nel rock la chitarra elettrica, un certo linguaggio lo hanno inventato loro: hackett, gilmour,fripp, howe, e in migliaia gli sono andati dietro.

Casso...ma perchè non torna più la creatività  musicale che avevano i ragazzi degli anni 60 e 70...?!

11-08-2008
11:11 pm
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Roberto De Luca
Membro
Forum Posts: 1610
Member Since:
21-10-2002
sp_UserOfflineSmall Offline

Che bella recensione! I miei più sinceri complimenti!Clap


 

Steve Hackett...c'è stato un tempo in cui giravo con un ritaglio della sua foto nel portafogli...

http://www.myspace.com/robertodeluca

"Let the music keep our spirits high!"

12-08-2008
9:07 am
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terra acustica
Member
Forum Posts: 583
Member Since:
28-12-2006
sp_UserOfflineSmall Offline

grazie. se esistesse ancora ciao 2001 e si potesse vivere con quel mestiere, mi ci sarei prenotato.

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