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Piccoli ricordi....la prima lezione di chitarra
24-08-2013
10:17 am
giorgio signorile
Member
Forum Posts: 14
Member Since:
24-06-2013
sp_UserOfflineSmall Offline

Ci sono infniti momenti vicini nel tempo che non ricordo affatto, momenti anche importanti, qualcuno vitale addirittura, ma sono persi nella memoria, mentre quella prima lezione, (a partire dal viaggio in auto, pochi chilometri, era già buio, verso le 17, d'inverno) è lì, stampata come appena vissuta. La chitarra era una Ferrarotti 2 bis, la custodia di plastica da poche lire, e poi un quaderno a quadretti, qualche libro, il Palladino, il Sagreras e il metodo di Carulli. E mio padre in macchina che mi dice “sono fero di te”, che lui da una vita suonava accompagnamento ma intelligentemente non aveva voluto insegnarmi nulla, preferendo affidarmi a uno che “sapeva”. Il portone vecchio di una casa vecchia, una rampa di scale e la mamma di Roberto che ci apre. Lui fa il V° anno ma a me, quando suona uno studio di Sor, sembra Segovia, anzi molto meglio perchè è lì vicino. La stanza buia è illuminata da una lampada a braccio, il leggio brunito ha sopra dei libri per me ancora incomprensibili. Ho nove anni e ho provato il pianoforte ma quello strumento me lo sento troppo invadente, di suono e di formato, per me ci va qualcosa da stringere e sentire addosso, allora non lo sapevo ma quella Ferrarotti quando l'ho stretta l'ho capita subito. Mentre mio padre parla a Roberto per concordare gli orari il mio sguardo vaga nella stanza, letto, scrivania, lampada, poggiapiede-panchetta di legno, leggio…è così che dev'essere una stanza giusta per concentrarsi e studiare musica penso, la voglio anch'io così, semplice e buia…ora però la lezione cammina, dall'impostazione al suono, e io afascinato ascolto e provo: allora prima di suonare si faceva di tutto per stufare un alunno ma Roberto ci sa fare, mi fa provare da subito a toccare le corde e a “suonarle”. Io quei primi suoni li ho proprio in mente, e mi sembravano molto più interessanti e belli di una sinfonia di Mozart, li facevo io, aspri e dolci, più lenti e più veloci, ed erano roba mia. Più di tutto mi piace suonare i bassi, che durano e sono belli forti, i cantini sono esili, mi sento più a mio agio sui bassi ho deciso, e suonare col pollice è anche più facile, devi solo ricordarti di fnire il movimento facendo una ics sull'indice, almeno ho capito così…
Un'ora passa in fretta, ci vivrei in quella stanza buia, illuminata solo sul leggio e poco intorno, ma mio padre mi aspetta, entra anche lui per salutare e ringraziare Roberto, io rimetto la chitarra nella custodia, contando i minuti che mi separano dal momento in cui, a casa, suonerò per i miei genitori quelle prime note imparate nella prima lezione…

30-08-2013
11:34 am
brandoni
Amministratore
Forum Posts: 912
Member Since:
06-10-2009
sp_UserOfflineSmall Offline

Bella Storia,
Anche io ho iniziato a 9 anni. Mio padre cantava ma non sapeva suonare. Si comprò lo stesso una chitarra. Arrivato a casa pretendeva di suonarla senza conoscere le posizioni degli accordi. La chitarra suonava "scordata" e lui che supponeva l'incompetenza del commesso del negozio di strumenti musicali la riaccordò a modo suo. Forse in SOL Aperto. Ora si che suonava giusta e lui poteva divertirsi a accompagnare i suoi canti.
Credo sia nata così la mia passione per le accordature aperte e la chitarra. Poi un amico "colto" mi spiegò il giro di DO e da li iniziò tutto il mio viaggio...

Reno Brandoni

31-08-2013
1:08 pm
Eliades
Member
Forum Posts: 208
Member Since:
27-02-2006
sp_UserOfflineSmall Offline

Curioso! Anche mio padre faceva lo stesso. Si sedeva ai piedi del suo letto e, sottovoce, intonava il tradizionale canto a chitarra sardo logudorese. Cantava piuttosto bene ma anche lui pretendeva di accompagnarsi non conoscendo neppure un accordo. Devo dire che l'insieme era sorprendentemente gradevole e comunque, ora che lui non c'è più, mi ha fatto tanto piacere che tu mi abbia aperto lo scrigno dei ricordi. Grazie Reno.

31-08-2013
3:45 pm
carlottah
Membro
Forum Posts: 3322
Member Since:
30-06-2003
sp_UserOfflineSmall Offline

A casa quando ero piccolo c'era una vecchia chitarra classica spagnola con il fondo spaccato, mio padre e mio zio la ripararono con della colla tipo vinavil mettendoci sopra alcuni volumi dell'enciclopedia Treccani per tenere insieme i due pezzi.
Mia madre la usò per prendere qualche lezione di chitarra classica, alcuni mesi e lasciò, subentrai io, con quella chitarra e in quella scuola, i centri romani della chitarra del maestro Notaro.
Proprio pochi giorni fa ho ritrovato su facebook il mio primo insegnante di allora, Lucio Dosso.
Lasciata quella scuola ci fu un libro di canzoni dei Beatles, imparai C, D e gli altri, non avendo idea che fossero Do, Re e così via.
Il resto non è storia!

Daniele Bazzani
http://www.danielebazzani.com

"Dio mi perdonerà, è il suo mestiere." (Woody Allen)

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